17/07/2011

Tra storia e leggenda: presentazione del romanzo “Terra Mala”. Intervista a Giovanni Follesa.



Cagliari, 14 luglio, Ghetto degli Ebrei.

Una moltitudine di spettatori – lettori ha partecipato alla presentazione del romanzo intitolato Terra Mala, scritto da Giovanni Follesa e Rossana Copez.

In un thriller esoterico dai cupi contorni, gli autori descrivono, con stile asciutto, una storia vivace, lunga cinquecento anni, che proprio attraverso lo scorrere del tempo troverà la sua compiutezza”.
Queste le parole che introducono alla lettura del libro. Incuriositi, abbiamo chiesto a Giovanni Follesa di spiegarci meglio di cosa si tratta.

Il libro è già disponibile nelle principali librerie cagliaritane e non solo. E’ possibile anticipare ai lettori i tratti salienti del racconto?

Il romanzo è ambientato in spazi fisici differenti e prende spunto da una leggenda che narra di un tesoro nascosto lasciato da pirati barbareschi in prossimità di una delle zone più suggestive della Sardegna sud – orientale: il tratto di costa che partendo da Cagliari arriva a Villasimus, passando per La Sella del Diavolo, Capitana, Is Mortorius e, appunto, Terra Mala. La stessa leggenda narra che negli anni si sono succedute diverse sedute spiritiche finalizzate al ritrovamento del tesoro.
Su queste basi abbiamo costruito un racconto che si trasforma in un romanzo corale intorno al quale ruotano una decina di personaggi, ciascuno con un proprio ruolo, una propria competenza ed un diverso back-ground (liceali, adolescenti, ma anche affermati professionisti). Tutti questi si ritrovano all’interno di una leggenda.

Personaggi frutto di fantasia o realmente esistenti?

Si tratta di un intreccio di soggetti non reali ma realistici, appartenenti a diverse generazioni e parte integrante di un articolato insieme di situazioni dove il vero protagonista è il mare.

Come è nata l’idea di scrivere questo romanzo?

Sia io che Rossana conoscevamo la leggenda del tesoro. Un giorno se ne discuteva nei luoghi descritti nel libro e da lì nacque l’idea di romanzare la leggenda. Successivamente abbiamo sottoposto il manoscritto alla casa editrice Il Maestrale di Nuoro - editore tra l’altro di importanti autori sardi come Salvatore Niffoi, Bachisio Bandinu e Marcello Fois - che ha deciso di pubblicarlo.

Quali sono le difficoltà nello scrivere un romanzo a quattro mani?

La stesura di un romanzo è sempre qualcosa di personale. Per questo è fondamentale una forte empatia tra gli autori. La collaborazione con Rossana per la realizzazione di Terra Mala è stata immediata e naturale in quanto nasce da un’amicizia e da una condivisione della passione per la scrittura, vissuta come quotidianità, come un vero e proprio mestiere.


In un panorama italiano caratterizzato da molti scrittori e pochi lettori, come giudichi l’a propensione alla lettura dei sardi?

In Sardegna i lettori ci sono e di buona qualità. Lo testimoniano le varie iniziative di successo che si susseguono con sistematicità come ad esempio - per citarne alcune - il Festival Letterario della Sardegna a Gavoi, giunto alla sua ottava edizione; il Festival di Letterature Applicate Marina Café Noir a Cagliari, in essere dal 2003; la rassegna letteraria L’Isola Racconta a Montresta; il festival della poesia Cabudanne de sos Poetas a Seneghe etc.
La fame di buone letture é un dato di fatto. Occorre avere una buona storia e la capacità di scrivere.


Quali sono dal tuo punto di vista i fattori critici di successo per un la riuscita di un buon prodotto letterario?

Oltre alle attitudini personali dell’autore e la volontà di fare della scrittura una professione (la passione non basta), molto di un libro è dovuto alla serietà della casa editrice, che rappresenta di fatto una garanzia per il lettore. A ciò si aggiunge la competenza, la tradizione e la professionalità nel curare le produzioni sarde. Tutti elementi che ho avuto modo di constatare attraverso la collaborazione con la casa editrice Il Maestrale.

I tuoi programmi futuri?

Nell’immediato, la presentazione del libro presso i locali dell’Exmà di Cagliari (giovedì 21 ore 19.00), grazie all’organizzazione del Comune di Cagliari. Per il resto ho in cantiere diverse iniziative delle quali preferisco non anticipare alcun dettaglio.
Per quanto riguarda i miei desideri futuri, quello di traslare i contenuti di Terra Mala in un progetto cinematografico, magari attraverso il coinvolgimento di qualche regista sardo (sono diversi e molto bravi) con il quale sarebbe bello aprire un dialogo.


Tra i lavori realizzati da Giovanni Follesa si ricorda il romanzo breve Le truppe carrellate (Atì editore, Milano 2006), la stesura di un racconto sui Giganti di Monti Prama, inserito nel libro Padri di Pietra (casa editrice h_demia.ss/press dell'Accademia di Belle Arti della Sardegna) e diversi lavori nell’ambito della sensibilizzazione all’educazione civica.

Attualmente Giovanni si occupa di progetti culturali e comunicazione istituzionale.

Federico Cheri  (foto di Daniela Zedda).




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