Un silente colpo di stato. Di Maurizio Ciotola

Se il Sen. Gian Piero Scanu fosse stato il presidente della Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario, costituita in limite di legislatura, per produrre tutto ciò che le commissioni parlamentari hanno sempre prodotto, ovvero il nulla, avrebbe avuto sicuramente un Collegio garantito, similmente a quello offerto al Sen. Casini a Bologna. Ma il Sen. Scanu, tignoso e preciso, uomo che ha constato con i suoi occhi gli sfaceli determinati dai militari sulla nostra Isola e che, non pago, è andato ad interrogare i diretti responsabili, ponendoli più di una volta di fronte alle loro mendaci dichiarazioni, ha creato un precedente inaccettabile per una politica in cui tutti urlano, ma nessuno agisce. Non solo, il Sen. Scanu ha messo in luce le responsabilità militari nell’utilizzo delle munizioni all’uranio impoverito ed è riuscito a far approvare con la legge di bilancio, un emendamento grazie a cui è stato attribuito il controllo sanitario ai Comuni sui quali si compiono le esercitazioni e, quasi con “oltraggio”, trasferito ai militari l’obbligo di bonifica. In un Paese sotto scacco sul piano militare, in cui il recente governo Monti assegnò il ministero della difesa ad un alto ufficiale della Marina militare, già con ruoli di coordinamento all’interno della Nato, la politica debole fatta di parvenù e corrotti, non ha alcun ruolo se non il sottomettersi. Negli anni passati, quasi in tutti i governi esistiti dall’inizio dell’età repubblicana, tra i sottosegretari alla difesa vi è sempre stato, a rotazione, un parlamentare sardo. Sottosegretari sardi, che mai hanno garantito il rispetto delle leggi esistenti nei luoghi in cui tali esercitazioni avevan luogo, magari poco distanti dai collegi elettorali in cui sono stati eletti. Di fatto hanno sempre semmai garantito, l’immunità al corpo militare, avallando lo scempio di cui paghiamo e pagheremo nel tempo, per l’impatto sull’ambiente e la popolazione. Anche un altro senatore, Roberto Cotti del M5S, va incontro alla medesima “rottamazione” cui sembra destinato il senatore Scanu, quasi a comprova che, per quanto riguarda l’operato militare, è tassativamente vietato portare alla luce gli scempi, cui una parte degli uomini delle forze armate si rendono colpevoli nell’immunità accordata. Non è più necessario compier dei colpi di stato eclatanti, attraverso vistose e tristemente conosciute ritualità, con cui nella storia il potere si è affermato a prescindere dal consenso e dalla libertà, in barba alla democrazia. Oggi è sufficiente impedire una rappresentanza Parlamentare in grado di agire in tutela e nel rispetto delle leggi della democrazia, dalla sua Costituzione, che in un gioco trasversale, qualche mese fa parte del Parlamento, avrebbe voluto distruggere. E'altresì sufficiente togliere la voce ai giornalisti, a quelli che di fronte a questo scempio democratico operano una denuncia e avviano una inchiesta, con l’onnipresente ricatto dell’esclusione. La Sardegna, l’Italia, deve sollevarsi per divenire protagonista del proprio destino, ha il dovere di evitare di subirlo per mano di chi ci ha venduto; ha venduto la nostra salute, il nostro ambiente, il nostro futuro per elemosinare uno scranno nelle Istituzioni, che ancora, loro contribuiranno a svilire, a render vacue ed impotenti. Maurizio Ciotola
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