Per Papa Francesco. Di Rosaria Floris

In evidenza Per Papa Francesco. Di Rosaria Floris
Caro Papa Francesco, sono passati già cinque anni da quel giorno, sono volati, profumando di vita l’aria. Non mi sembra vero, che bella cosa averti con noi, e ora con me. Mai avrei pensato di parlare, scrivere al mio Papa, un’emozione che corre sin dentro le vene facendomi vibrare e battere forte il cuore. Parole, non soltanto parole, ma sentimenti dell’anima dedicate a TE. Come soavi note da ascoltare nei tuoi momenti di meditazioni e silenzi. Note che rimbombano e rimbalzano poi fuori nell’aria portate su ali di vento sino ai confini infiniti dove LUI, GESU’ è la con TE, dove la Tua Parola arriva oltrepassando il muro del suono, oltrepassando sordità e lingue di agonia. Benvenuto ancora Papa Francesco, benvenuto tra noi, tra la gente umile, povera, tra gente ricca e importante, benvenuto negli ospedali, nelle prigioni, benvenuto tra gli emarginati. Niente campanilismi, il tuo piede come quello di Cristo, si è fermato tra noi, noi isola, noi terra, noi mondo. Poveri, ricchi, cattolici, ebrei, musulmani, evangelisti, sani, malati, liberi, carcerati, uomini, disperati, gioiosi, noi donne, noi uomini in cammino. TU, FINESTRA DI LUCE, BIANCA FINESTRA di luce e speranza aperta al mondo, al mio mondo fatto d’erba verde, di sole, di mare, di vento, di voli di aquile e gabbiani, di profumi e di colori, Rossi papaveri, sangue di Cristo, di uomo tormentato dal male, rosso sangue, arroventato che scorre verso ruscelli di speranze e carità, BIANCA FINESTRA d’amore in cui vedo correre i pensieri e il tempo va a ritroso e ritornano i giochi di fanciulla, la mia Chiesa, il mio padre spirituale francescano E corro a piedi nudi tra messi dorate, tra filari d’uva avviandomi verso la lunga strada della vita. Lunga è stata la strada, una strada in cui la priorità è stata sempre la Famiglia, quella di figlia prima e quella di sposa e madre poi. Ho camminato sempre con i comandamenti di Dio, forse non sempre ho fatto cose giuste, ho peccato certamente e oggi che il così detto brutto male ha colpito il mio corpo, ti chiedo una preghiera particolare: aiutare i miei cari figli ad accettare con amore questa prova di vita. Ogni giorno, chiedo perdono al Signore e a tutti coloro a cui involontariamente ho fatto del male. Caro Padre, ho pianto e piango ancora, ma ringrazio il Signore per tutto quello che mi ha dato, la gioia di moglie, madre, nonna e per averci dato TE. Dedico il mio tempo sempre dando priorità alla famiglia, cerco di vivere sempre in carità. Scrivo per cercare di sensibilizzare le coscienze dell’uomo, scrivo con la semplicità e l’adolescenza nel cuore e per il piacere di scrivere, Scrivo anche con la speranza che i miei scritti vengano letti. Ti saluto caramente caro Papa Francesco, papà mio, con un forte abbraccio. Pregherò per TE e, ne sono certa, TU lo farai per me, per i miei cari e per il mondo intero. E così come diciamo noi Sardi : "a Ti biri cun nosus ancora po mera annus". Rosaria Floris
Ultima modifica ilMercoledì, 14 Marzo 2018 19:36

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