Martedì 3 giugno si è tenuto un nuovo tavolo tecnico sul servizio di refezione scolastica, che ha visto coinvolti sul tema delle mense scolastiche il Comune di Cagliari e le associazioni di categoria espressione del settore agroalimentare regionale e nazionale.
L’incontro, al quale hanno partecipato l'assessore alla Pubblica Istruzione, sostegno allo studio e alla conoscenza, Giulia Andreozzi, affiancata dall’assessore allo Sviluppo Economico e Settori Produttivi, Carlo Serra, ha visto coinvolte alcune tra le principali sigle rappresentative delle imprese agroalimentari che operano nel servizio di refezione offerto alle scuole e gestito dall’Amministrazione Comunale.
In particolare, si tratta del quarto incontro a tema convocato dall’assessore Andreozzi a partire dallo scorso ottobre, al fine di raccogliere quanti più dati possibile sulla refezione scolastica. Un servizio sensibile, data la giovane età della maggior parte dei suoi fruitori, e strategico, che non rappresenta soltanto un elemento essenziale per garantire il tempo pieno nelle scuole, ma che è anche concreta manifestazione degli standard qualitativi, di sostenibilità e di educazione alimentare che l’Ente pubblico persegue e che intende confermare con la nuova gara, in modo da assicurare l’efficienza dello stesso avuto riguardo di tutti i suoi aspetti.
Attraverso il ragionamento ed il confronto con i rappresentanti delle filiere produttive, di cui il servizio è espressione, si punta ad un maggior coinvolgimento delle realtà del territorio che realizzano prodotti d’eccellenza, così da potenziare il km zero, la filiera corta e le produzioni da agricoltura biologica nelle mense scolastiche. Dal momento che solo nel capoluogo sardo il servizio arriva a somministrare quasi 5 mila pasti al giorno tra alunni e docenti e che la domanda da soddisfare risulta quindi ingente, sarà fondamentale lavorare in sinergia con i vari produttori, valorizzando le filiere esistenti e puntando alla nascita di nuove.
A tutto questo si accompagna la necessità di prevedere momenti formativi di educazione alimentare che sensibilizzino sulla corretta alimentazione, con percorsi che partano dagli alunni e dalle alunne nelle scuole e arrivino fino alle famiglie.
Le associazioni di categoria coinvolte si sono mostrate collaborative e concordano sulla necessità, già prospettata dagli assessori, di sollevare l’asticella della qualità dei prodotti che arrivano sulle tavole apparecchiate nelle scuole, trovando il giusto compromesso con il costo del pasto, che deve essere sostenibile per le famiglie nonostante i fragili equilibri del mercato.