In base al rapporto di Legambiente e Ambiente Italia sulle performance "green" dei capoluoghi di provincia, realizzato nell'ambito della 29a edizione di Ecosistema Urbano e i cui risultati sono stati pubblicati su Il Sole 24 Ore di oggi, Cagliari si piazza al 23° posto nella classifica generale, in discesa di 7 posizioni rispetto al 2021.

In base ai dati diffusi dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, durante il mese di ottobre nei porti sardi si sono registrati 115.587 arrivi, in crescita del 5,4% rispetto al 2021, ma anche al 2019 con un +26,12%.

Gli arrivi più consistenti sono ststi registrati a Olbia (67.783), seguono Porto Torres (31.154), Golfo Aranci (10.059) e Cagliari (6.591).

Dal 1° giugno al 31 ottobre sono arrivati complessivamente oltre 2 milioni di passeggeri.

Per quanto riguarda invece i tre aeroporti isolani, gli arrivi totali nel mese di ottobre sono stati 372.326. Cagliari, con 200.486 passeggeri, si piazza al primo posto. Segue Olbia con 102.298 e Alghero con 69.542. Tra voli di linea e non, l'incremento rispetto al 2021 é stato del 40%. Più contenuto ma comunque soddisfacente il + 10% nei confronti del 2019.

Da giugno sono quasi 3 milioni gli arrivi, mentre dall’inizio dell’anno circa 4,2 milioni.

Intanto fervono i preparativi per il prossimo fine settimana dove, a Milano, verrà presentata l'iniziativa "Sardegna, terra di Cammini tutto l’anno", una ulteriore opportunità per incrementare ulteriormente gli arrivi, soprattutto quelli degli appassionati del turismo lento.

In particolare, l'appuntamento milanese è in programma venerdì 11 e sabato 12 novembre al Palazzo delle Stelline.

Il primo cittadino, Paolo Truzzu, esternando il proprio dispiacere per l'abbattimento della fauna avicola che popolava il parco di Monte Urpinu, ci tiene a sottolineare che la responsabilità per tale iniziativa - necessaria per ripristinare la sicurezza dell'area - non é in alcun modo attribuibile all'Amministrazione Comunale da lui guidata.

Dopo aver constatato la morte di alcuni pavoni all'nterno del parco, l’unità di crisi regionale si è riunita questa mattina per decidere sulle misure di contenimento e sorveglianza relative alla diffusione del virus dell’influenza aviaria. Di fatto le indagini, condotte dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, hanno confermato la presenza del virus e, attualmente, sono in corso esami approfonditi sulla sua tipizzazione al centro di riferimento nazionale per l’influenza aviaria, a Padova.

Presenti all’incontro i tecnici dell’assessorato regionale della Sanità, della Asl 8, dell’Izs e dell’istituto centro di riferimento nazionale per l’aviaria. “Sono già operative – dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – le misure di sorveglianza attiva, sugli animali vivi. e passiva, attraverso la ricerca e l’indagine sugli animali morti, e sono state adottate misure per limitare l’accesso alle persone nell’area del focolaio. In queste ore saranno definite ulteriori azioni, anche con il coinvolgimento del Corpo Forestale e di Forestas, per estendere le indagini sul territorio. Nel corso dell’incontro i tecnici hanno inoltre evidenziato il basso rischio zoonotico, ossia il rischio di infezione dall’animale all’uomo, che, secondo le evidenze scientifiche, si propaga per via aerea attraverso il pulviscolo prodotto dalle feci e tramite contatto con gli animali infetti”. 

Continua la performance molto positiva per i siti archeologici e culturali di Barumini. Dopo un’estate dai numeri in linea con i livelli pre-pandemia, a ottobre le tre strutture del sito (Su Nuraxi, Casa Zapata e il Centro Giovanni Lilliu) hanno fatto registrare altri 14mila visitatori a ottobre, 8mila dei quali al complesso nuragico. Nel corso dell’anno si arriva così a un totale di 124 mila presenze registrate dalla Fondazione Barumini fino al 31 ottobre scorso.

“Barumini – commenta il presidente della Regione Christian Solinas – è un esempio virtuoso di come, grazie alla valorizzazione del nostro patrimonio storico, possiamo creare un sistema integrato, motore di una crescita che porti beneficio all’economia del territorio e a quella di tutta l’Isola. Il turismo culturale rappresenta per la Sardegna un’opportunità di sviluppo e va ad arricchire la già ampia offerta turistica da proporre ai visitatori”.

“Questi risultati – sottolinea il segretario generale della Fondazione Barumini, Tonino Chironi – premiano il nostro impegno e il lavoro svolto e sono il frutto di una programmazione attenta che, dopo due anni difficili a causa delle restrizioni, ha riportato il sito archeologico ai più alti livelli in termini di presenze e ci consente di guardare alla prossima stagione con giustificato ottimismo”.

“Stiamo per chiudere con numeri di assoluto rilievo un anno da ricordare - evidenzia invece il presidente della Fondazione Barumini, Emanuele Lilliu - il complesso nuragico e il polo museale sono un punto di riferimento del turismo archeologico della Sardegna e non solo, grazie a un’offerta culturale sempre più apprezzata dai visitatori. Proseguiremo nell’opera di valorizzazione di questo patrimonio unico, fonte indispensabile di sviluppo economico per tutto il nostro territorio”.