Nuoro. Manifestazione Humus i Sensi e l’Arte
Dopo il sold out di “Alice canta Battiato” lo scorso 29 agosto, l’associazione culturale l’Intermezzo torna con altri due appuntamenti per la manifestazione “Humus i sensi e l’arte”.
Il Punto Sociale
La testata giornalistica online più letta da chi la legge Dopo il sold out di “Alice canta Battiato” lo scorso 29 agosto, l’associazione culturale l’Intermezzo torna con altri due appuntamenti per la manifestazione “Humus i sensi e l’arte”.
Una sfida a colpi di quiz con le scuole del territorio, un film e un libro, tutti dedicati alla figura di Grazia Deledda.
Tutto pronto a Cagliari per la manifestazione "Naturalmente Locale 2022", Festa del KM equo, che si svolgerà domenica 2 ottobre, dalle 10 alle 20, nel Parco dell'Ex Vetreria in via Ampere a Pirri.
Sembra un film di Checco Zalone, ma è il titolo della conferenza che si é svolta giovedì 22 settembre 2022 presso il Teatro della Parrocchia di Sant’Eusebio a Cagliari. Protagonista, Padre Giulio Albanese, missionario, giornalista, scrittore e profondo conoscitore dei temi legati all’Africa. e' lui ad aprire la conferenza dal titolo completo “AFRICA QUO VADIS? Il continente di fronte alle sfide di questo tempo”, soffermandosi sul termine infodemia, cioè un abnorme flusso di informazioni su un determinato argomento, fatte circolare da tutti i giornali cartacei, televisivi o digitali, con il rischio di generare notizie false, le cosiddette fake news. Sono talmente tante le informazioni che riguardano il continente africano, che a volte ci si chiede: con tutto quello che sta accadendo nel mondo di oggi, dalla pandemia, alla guerra, alla crisi energetica e alla crisi del grano, è giusto parlare ancora di Africa?
La risposta è affermativa, perché i costi di cibo, energia, luce e gas, non sono schizzati alle stelle solo da noi, Paesi Occidentali ma, soprattutto, nel codiddetto “continente nero”, dove il costo della vita è talmente elevato che é quasi inimmaginabile. Una crisi mondiale. In aggiunta, in questi Paesi si muore, devastati dalle guerre civili e dalle terribili carestie.
Secondo Padre Giulio dobbiamo smetterla con questo atteggiamento paternalistico “poverini questi africani”. Vanno invece aiutati, perché sono degli esseri umani e non perché da secoli soffrono la fame, le carestie, pandemie e le guerre. Il loro continente è un continente ricchissimo di risorse naturali, ma non possono sfruttarle a causa nostra. Una terra che in realtà non è povera, ma impoverita da noi. Siamo noi occidentali che abbiamo creato questo sistema.
Nel corso della conferenza Padre Giulio si sofferma anche sulla sua categoria: i giornalisti. Evidenzia il fatto che i giornalisti occidentali, di qualsiasi emittente, raccontano solamente gli sbarchi dei migranti, senza mail occuparsi veramente dell'origine del problema, raccontando come si vive nei loro Paesi. È inaccettabile, il fatto che siano stati inviati i giovani cronisti a raccontare la morte della Regina Elisabetta e si siano tralasciate notizie più importanti. Ma giustamente, lui dice di non avercela con i colleghi, ma con i Direttori di testata, perché sono loro che programmano il palinsesto.
Ad un certo punto domandiamo a Padre Giulio cosa significa essere giornalista nei Paesi africani. La sua risposta é molto chiara: "il giornalismo è la prima forma di solidarietà che deve dare voce a chi non ha voce. Questo è quello che dovrebbe fare il giornalismo. Essere informati è un diritto".
Concludendo, il lavoro e il compito del giornalismo è fondamentale. Informare le persone, dando la possibilità di potersi esprimere anche ai più deboli. Una finalità che personalmente condivido in pieno, cercando di raccontare le storie e le esigenze di chi vive una disabilità.
Nella speranza che Padre Giulio legga questo articolo, mi rimane un'ultima domanda: "quanto è difficile e grave avere una disabilità, in questi Paesi?"
Daniele Cardia
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