Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sembra essere affezionato alla nostra terra, a Cagliari in particolare.
E nella città di Cagliari, come nell’intera area metropolitana, i problemi sono tanti, come del resto testimonia l’insediamento del distretto territoriale della direzione investigativa antimafia avvenuta da tre anni.
Cagliari ha un flusso di extracomunitari, che orbitano intorno a piazza del Carmine, oggi forse un po’ meno di ieri, sui quali pare che alcune gang mafiose esercitino potere e controllo.
I fatti di violenza nella piazza che si sono verificati negli anni, così come nelle vie strettamente contigue ad essa, sono continui, o meglio erano costanti fino all’inizio dell’estate.
Non possiamo non constatare che le attività di spettacolo che hanno avuto come baricentro piazza del Carmine, hanno altresì determinato un altro ambiente, in cui la presenza di tensioni e violenze sono assenti.
Però lo stesso ministro ha ritenuto opportuno allargare la zona rossa di pericolo alle aree in cui insorge la stazione ferroviaria e a viale la Plaia, oltre alla stessa piazza del Carmine.
Siamo certi che la decisione ha un supporto conoscitivo del territorio assolutamente certo, così come però siamo altrettanto consapevoli che nella stessa area, a partire da piazza del Carmine, scarseggiano i presidi mobili delle forze dell’ordine.
Così come ci chiediamo cosa potrebbe essere fatto, o meglio come intende procedere il ministero dell’interno oltre alla delimitazione dell’area, che senza interventi risolutivi, potrebbe allargarsi in misura indefinita sull’intero territorio cittadino.
Mancano operatori delle forze dell’ordine, afferma il sindaco Massimo Zedda, ed è sicuramente una delle cause della carenza dei presidi, ma possiamo pensare di arginare questa pericolosa evoluzione solo con la presenza delle forze dell’ordine, in un’area che è diventata, sulla carta, off limits?
Maurizio Ciotola