Il nostro corpo è colpito da radioattività artificiali e naturali, e per la tipologia di queste ultime, sappiamo che sono quelle cui puntualmente va incontro ogni persona in qualsiasi angolo della terra.

Quelle artificiali derivano dai test nucleari, esplosioni atomiche effettive come quelle di Hiroshima e Nagasaki, o derivanti dal incidenti nell’uso pacifico dell’energia nucleare. 

Prima di passare a quanto stiamo per esporvi è necessario ricordare che l’unità di misura espressa in Sievert, o sottomultipli di esso, consente di misurare la quantità di energia ceduta dalla radiazione quando colpisce il corpo umano tenendo anche conto della pericolosità dei diversi tipi di radiazione (alfa, beta, gamma) e della radiosensibilità dei tessuti e degli organi colpiti.

Windy è un sito delle previsioni meteorologiche utilizzato e adottato in parallelo ad altri ufficiali e istituzionali, che di recente ha messo a disposizione le rilevazioni orarie di raidoattività, laddove questa e rilevabile da stazioni presenti sul territorio. E ovviamente abbiamo osservato per la nostra Regione e per il Paese questi dati, visibili in tempo reale.

Da subito emerge che mediamente nella nostra Isola questi sono più alti in media, di quelli della Penisola. In più è emerso che per la Sardegna, il livello più alto di radiazioni misurate in nano sievert/ora, ovvero la quantità di energia che la radiazione cede alla materia (tra cui il corpo umano) quando la colpisce, è registrato ad Abbasanta, con una media di 146 nano Sievert/ora, con punte che superano 153 nano sievert ora.

Premesso che si è lontani dalla soglia indicata come pericolosa, identificata sopra i 2000 nano sievert ora, ci chiediamo come e cosa la determini in un centro come Abbasanta, diversamente da altri in cui invece vi sono attività militari e industriali di cui sono noti i pericoli.

Per fare un esempio i siti in cui stazionano i missili con testate nucleari di Ghedi e Aviano, che contrariamente fanno registrare  valori sensibilmente più bassi.

Maurizio Ciotola

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