Le dichiarazioni dell’OMS lasciano pochi dubbi sugli effetti sulla persona dell’ambiente contaminato, per cui questo è responsabile di almeno il 24 % delle concause accertate dello sviluppo dei tumori.
In Sardegna aumentano i casi di tumore, vaste zone risultano pesantemente inquinate dall'industria civile e militare.
Nell'isola, apprendiamo dall'Istat, abbiamo il 33,01 % di mortalità, che supera il 29,4 % dei dati nazionali e purtroppo si muore più di cancro che per patologie cardiovascolari.
È indubbio quindi che, per conoscere e prevenire i tumori, sia necessario uno studio approfondito, attraverso i dati che emergono dall’osservazione.
Gli screening sono calati al 19% per il colon retto, 32% per la mammella e il 35% per il paptest, molto al di sotto delle medie italiane, peggio sono le prestazioni chemioterapiche e della radioterapia dove siamo ultimi. Impensabile però fare prevenzione senza sapere quali sono le patologie tumorali più frequenti e le aree dell’Isola più colpite.
Il Registro tumori è dunque uno strumento indispensabile per la "Ricerca", utile per fare uno screening sulle tipologie di tumore, studiare le cause, l'incidenza ambientale, i fattori sociali e genetici, che possono predisporre ai tumori, valutare l'efficacia delle terapie nel tempo e quindi predisporre servizi adeguati per l'assistenza dei pazienti.
In Italia esistono 50 registri territoriali, ma tre quarti della Sardegna sono privi di un Registro e l'isola è tra le poche regioni assenti dallo studio coordinato dell'AIRTUM, l'associazione che certifica, secondo i parametri internazionali dello IARC, l'accuratezza scientifica della raccolta dati che confluisce nei vari Registri.
Per queste ragioni Giancarlo Nonis, del Comitato “Sa Luxi Pro Registro Tumori”, dichiara che è necessaria una forte mobilitazione, perché sia finalmente realizzato in Sardegna il Registro tumori Regionale, e quello del Sud Sardegna, mentre lavorano con grande fatica i registri di Sassari e Nuoro.
E’ inaccettabile lo stato di immobilismo da parte delle istituzioni, che perdura da parecchi anni.
Maurizio Ciotola