Nule torna agli antichi fasti dell’esposizione artigianale con una rassegna triennale -2025 2026 2027 - che ripercorre la storia della preziosa arte sarda della tessitura e vede protagonisti i progettisti creativi che rivisitano l’arte del tessere tra tradizione e innovazione e le tessitrici del paese, leader in Sardegna nel settore.
Oggi all’ Ex Centro Pilota I.S.O.L.A , che rinasce dopo la chiusura nel 2006, si è svolto l’evento inaugurale della prima edizione della rassegna T’ESSERE “esistere, non finito, finito”, curata dal direttore artistico Angelo Ziranu, che si concluderà il 31 gennaio 2026.
La prima edizione della rassegna si compone di un nutrito calendario di appuntamenti a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, con le testimonianze delle tessitrici protagoniste della kermesse e degli esperti. Prosegue con le proposte dei designer, la partecipazione dei bambini ai laboratori ludico-esperienziali, la lavorazione dei tappeti, i convegni e la proiezione di documentari, fino a concludersi il 31 gennaio con la Mostra dei tappeti finiti, alle ore 10 Ex Centro Pilota I.S.O.L.A. in Via Roma.
La manifestazione, organizzata dal Comune di Nule in collaborazione con la Pro Loco, con il patrocinio della Regione Sardegna, ha preso il via stamattina con l’apertura della mostra permanente, l’avvio del laboratorio espositivo con preparazione dei telai e delle nuove tessiture su bozzetti inediti proposti da diversi creativi progettisti.
Attraverso l'iniziativa, l’Amministrazione Comunale si propone di valorizzare il proprio patrimonio identitario e artistico del paese attraverso un viaggio tra le maestre tessitrici che hanno acquisito l’arte del tessere come forma di esistenza e realizzano un prodotto che prende la strada dell’arredamento, ma anche quella dei musei più prestigiosi. Di fatto. l'arte della tessitura a Nule è antichissima, affonda le sue radici nella storia sarda, si tramanda di madre in figlia da generazioni ed è legata a rituali e simbologie locali. Un tempo i tappeti di Nule facevano parte del corredo domestico, da qualche decennio sono diventati oggetti preziosi dell’arredamento isolano, nazionale e internazionale, prodotti da un’arte femminile che contribuisce in maniera notevole all’economia locale.
In particolare, durante tutto il periodo dell’esposizione si ripercorrerà la storia di questa preziosa arte sarda: dai primi pezzi unici recuperati dal passato, alla fondazione della filanda ad opera della famiglia Crabolu a Nule, alle sperimentazioni degli anni sessanta ad opera di Badas e Tavolara, fino alle nuove ricerche del 2000 curate da Nietta Condemi e Angelo Crabolu, e le testimonianze del presente con gli studi Eugenia Pinna, Valeria Masala e delle tessitrici ancora in attività: Maria Assunta Manca, Valeria Masala, Rosa Giua, Giavanna Maria Campus, Gonaria Manca e Maria Pala. Infine uno sguardo al futuro con le nuove opere che verranno realizzate e disegnate da interpreti contemporanei: due da Angelo Ziranu, uno in collaborazione con Valeria Masala e uno a testa da Eugenia Pinna, Mara Damiani, Don Sebastiano Corrias e Carolina Melis..