Lunedì 26 maggio, ore 17.30, il Teatro Massimo (Sala M2) ospiterà l'evento dal titolo "Le storie esemplari di Gigi Riva e Pietro Mennea".

Forza e correttezza, talento e integrità, due leggende dello sport ma soprattutto due uomini di enorme spessore, amati dai compagni e dagli avversari, dai tifosi e dai non tifosi, le cui storie verranno raccontate dal giornalista e scrittore Paolo Piras e da Paolo De Angelis, magistrato, Procuratore aggiunto del Tribunale di Cagliari e referente per la Sardegna della Fondazione Pietro Mennea.

Organizzato nell’ambito della terza edizione della manifestazione letteraria 6 in Storia, in collaborazione con Leggerezza, progetto di promozione alla lettura targato CeDAC, l’incontro sarà condotto dalla co-direttrice artistica Lucia Cossu, con la partecipazione dell’assessore comunale alla Cultura, Spettacolo e Turismo, e giornalista, Maria Francesca Chiappe, con la riflessione conclusiva di Stefano Lai, giornalista, appassionato di sport.

Debutta così una nuova sezione del format 6 in Storia, dal titolo Storie esemplari, pensato per raccontare alle nuove generazioni le biografie di persone che, in vari modi, hanno lasciato un segno positivo nella società. Non è un caso, infatti, che l’appuntamento al Massimo sia anticipato da un incontro di Paolo Piras fra i banchi di scuola, la mattina, con alcune classi del Liceo Classico/Scientifico Euclide di Cagliari.

Vertical. Il romanzo di Gigi Riva (66thand2nd, 2024) è il libro di Paolo Piras, che racconta la storia di quell’appena diciottenne, ma con alle spalle già una vita durissima, arrivato spaesato e poco convinto a Cagliari insieme alla sua sorella maggiore, Fausta. Qui, nel breve volgersi della sua straordinaria carriera, viene accolto e amato come un figlio. Gianni Brera lo soprannominò Rombo di Tuono - per la sua potenza, l’ardore agonistico e le sue eccellenti capacità di goleador - ma fu Gianni Mura, altra penna d’oro del giornalismo sportivo italiano, a trovare la definizione più calzante, la più letteraria, Hombre Vertical. Un uomo che non si è mai voluto piegare ai guadagni facili, alle lusinghe dei potenti, alle scelte di comodo, eletto per sempre dall’Isola a monumento della propria identità, lui che non era nemmeno sardo ma lombardo di Leggiuno, “sponda magra” del Lago Maggiore.

Bisogna dipanare con pazienza e stupore tutto il filo della sua romanzesca avventura, dai lutti dell’infanzia allo scudetto vinto col Cagliari (il primo di una squadra del Sud), dalle leggendarie imprese messicane con l’Italia al cammino esemplare come team manager della Nazionale, per capire appieno il percorso di un uomo che ha attraversato la povertà, il dolore, la rabbia, la gioia, la sfortuna, la gloria, l’orgoglio, la serenità, senza mai smettere di essere vertical.

Paolo Piras è responsabile Esteri di Rai News 24. Per anni si è occupato di calcio e ha avuto una sua rubrica per la Domenica Sportiva. Ha pubblicato Bravi & camboni. L’epica minore del Cagliari. Piedi storti, teste matte e colpi di genio (Egg, 2014).

Il velocista campione olimpionico, primatista mondiale dei 200 metri per ben 17 anni, sarà invece ricordato attraverso le immagini di Mennea Segreto, il docufilm della giornalista Emanuela Audisio che racconta la parte più privata e intima della vita dell'Oro olimpico di Mosca 1980, scomparso nel marzo del 2013. Un ritratto pennellato dalle tante testimonianze di persone, più o meno note, che ne hanno fatto parte. E così c’è spazio per il toccante racconto della moglie, Manuela Olivieri, per sottolineare la dedizione della “Freccia del Sud” - così era stato denominato l’atleta di Barletta - nell’aiuto agli altri, soprattutto ai più giovani, sia attraverso la Fondazione Pietro Mennea che con un incessante impegno privato.

Ciò che emerge dai ricordi, attraverso il video ma anche i racconti di De Angelis, è un altro Mennea, quello che non corre, che studia, lavora, scrive, s’interessa alla vita civile. Quello più segreto, appunto, più discreto, più sconosciuto, che non ci tiene alla pubblicità. Quello timido, che invita i suoi amici a una festa ma non gli dice che è per il suo matrimonio. Quello che dà gli esami all’università di nascosto. Quello delle quattro lauree, che non si accontenta del titolo mondiale, dell’oro olimpico, ma con altrettanta testardaggine cerca un traguardo anche nell’esistenza quotidiana. Quello che non si fida di chi vuole sfruttare il suo nome, ma si mette a disposizione di ospedali e bambini. Per rendere omaggio all’ultimo recordman mondiale dell’atletica italiana, così poco conosciuto nella sua vita reale e così tanto osannato per i suoi meriti sportivi. Ma che voleva essere grande e vero soprattutto nella vita.

Anche quest’anno la manifestazione letteraria 6 in Storia, innovativo progetto di promozione alla lettura dedicato in particolare ai giovani e alle studentesse e studenti delle scuole superiori, è organizzata da Imago Mundi OdV con la collaborazione dell’associazione Pamoja, il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna (Servizio Beni Librari) e la co-direzione artistica curata da Lucia Cossu, docente e animatrice culturale, e Marina Boetti, progettista culturale.

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