Tre capolavori del teatro elisabettiano con “Otello, Macbeth, Riccardo III / Tre racconti shakespeariani” a cura del critico teatrale, docente e scrittore Nicola Fano.
E' il triplice appuntamento in programma da lunedì 16 a mercoledì 18 marzo dalle 17 alle 18.30 al Teatro Massimo di Cagliari, sotto le insegne di Legger_ezza 2026, il progetto di Promozione della Lettura (giunto alla VIII edizione) a cura del CeDAC Sardegna in collaborazione con la Libreria Edumondo.
Un ciclo di lezioni sul teatro, incentrate sull'opera del Bardo inglese e condotte dal noto giornalista e critico teatrale, storico del teatro e autore di saggi e testi teatrali, docente di Storia dell’Architettura Teatrale, Storia della comunicazione visiva e Etica della Comunicazione all’Accademia di Belle Arti di Perugia e di Elementi di Storia del Teatro nei Masters dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma.
Il genio di William Shakespeare si rivela nella sua capacità di affrontare temi universali come l'amore e l'odio, descrivendo le contraddizioni e le intermittenze del cuore e addentrandosi nei labirinti della mente umana, per descrivere il gioco delle passioni, rivolgendosi al suo pubblico, dagli aristocratici alla gente del popolo, ma offrendo spunti di riflessione che superano i confini del tempo: "Otello, Macbeth e Riccardo III muoiono, ma i loro sentimenti restano nei secoli".
Nelle sue lezioni, Nicola Fano si sofferma su tre opere in particolare: "i tre racconti shakespeariani, dunque, saranno come un pro-memoria narrativo per entrare nel cuore del mondo di Shakespeare e scoprire che quelle vicende, quelle passioni e quegli intrecci non riguardano solo gli inglesi a cavallo tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, ma riguardano anche tutti noi, oggi, cittadini del Terzo Millennio".
"Otello”, scritto probabilmente nel 1604, è la storia paradigmatica di un femminicidio, in quanto tale tragicamente attuale – spiega Fano – ma è anche un’invettiva sulla cattiva politica e sulla filosofia del male: Iago conduce Otello alla follia per dimostrare il potere della ragione sul Caso. Ma la morte di Desdemona dimostra il contrario".
E ancora "Macbet, scritto probabilmente tra il 1605 e il 1606, ancora più di “Amleto” è la tragedia della modernità, quella in cui le certezze di stampo classico («il bello è buono») vengono travolte dai dubbi di Macbeth presto risolti in crimine proprio dall’incapacità di riflettere sulla vita. E infatti le streghe che aprono il testo cantano «Il brutto è bello, il bello è brutto»: ormai la confusione regna su tutto".
E infine, "Riccardo III, scritto da Shakespeare (probabilmente nel 1592) per lanciare nell’empireo dei divi del teatro elisabettiano il suo amico e sodale Richard Burbage: storia nera per eccellenza, quella di Riccardo Gloucester è la parabola di un irregolare, un uomo “rifiutato” dalla società che si vendica uccidendo: purtroppo, da questo punto di vista, è una parabola fortemente contemporanea".