Lo studioso Raffaele Alberto Ventura sarà a Sassari lunedì 23 marzo, nella sala conferenze di BiBanca (viale Mancini), per presentare il suo ultimo lavoro “La conquista dell’infelicità. Come siamo diventati classe disagiata” (Einaudi).
Durante l'incontro, previsto per le ore 18 e realizzato in collaborazione con Bibanca e la libreria Koinè Ubik, l'autore torna sull’argomento della "disforia di classe", illustrando un'opera in cui mostra le origini del problema e come questo sia diventato ormai universale: quelli attuali sono i tempi delle speranze disilluse e delle promesse disattese, tempi in cui "la civiltà moderna, pur nell'abbondanza materiale, produce disagio".
Ventura, ricercatore presso il Laboratoire d’anthropologie politique dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, parlerà dei temi trattati nell’opera con Romina Deriu (professoressa Associata di Sociologia Generale presso il Dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo e della Formazione dell’Università degli Studi di Sassari).
In particolare, un decimo della popolazione mondiale consuma nove decimi delle risorse del pianeta: il problema è che quel decimo siamo noi. E allora come mai la conquista della felicità pare sempre piú lontana? L’idea di un ascensore sociale, che doveva elevare ognuno sopra tutti gli altri, si è rivelata per ciò che è: un errore logico e un inganno ideologico. In una società in cui tutto è permesso ma nulla è possibile, dobbiamo imparare a convivere con la certezza che nessuno diventerà mai se stesso. Un decennio dopo aver sconvolto la sua generazione con un libro di culto, Raffaele Alberto Ventura torna a raccontare la "classe disagiata". Lo fa mostrandone le origini – nella letteratura, nella filosofia, nel cinema, da Amleto a Fantozzi – e indicandone l’orizzonte tutt’altro che roseo. Perché nel frattempo la situazione non è affatto migliorata, anzi, e classe disagiata lo siamo tutti (o quasi). La storia umana alterna fasi d’illusione e fasi di disillusione, che inevitabilmente sfociano in qualche rivoluzione, dalla quale le civiltà escono radicalmente trasformate, talvolta distrutte. Accantonate le aspirazioni, falliti i buoni propositi di resilienza e troppo irrigiditi dall’angoscia per farsi bastare una seduta di yoga, segmenti sempre piú ampi della classe media occidentale vengono sedotti dal demone della rivolta. Ve li immaginate i disagiati che fanno la rivoluzione? Dovreste, perché è già iniziata.
L'evento è organizzato nell'ambito del Festival Liquida, promosso dal Comune di Codrongianos con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con Lìberos.