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San Teodoro. Al via il festival “Musica dalle Finis Terrae” con l'omaggio di Grazia Di Michele a Marisa Sannia

Giovedì 16 settembre in Piazza Gallura la cantautrice romana inaugurerà il festival “Musica dalle Finis Terrae” presentando il progetto musicale “Poesie di carta”, un tributo alla compianta artista sarda e una dichiarazione d’amore alla Sardegna, alla sua lingua, alle sue donne e uomini, alla voce del vento e del mare e, soprattutto, alla poesia. La stessa poesia che l’artista sarda aveva tanto amato nell’ultimo periodo della sua carriera, reinterpretando magistralmente in musica i versi di scrittori internazionali come Federico García Lorca e di grandi autori della sua terra come Antioco Casula e Ciccittu Masala. Organizzato dal Comune di San Teodoro, con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, l'evento rappresenta un'occasione per confermare ancora una volta il legame tra Grazia Di Michele e Marisa Sannia. Un legame che ha radici lontane ma è cresciuto nel tempo quasi a riprendere il filo di una stima artistica ininterrotta. "E' come se fossi in contatto con lei - ha affermato l’autrice di “Le ragazze di Gauguin” - tra noi c’era qualche affinità, la vedevo così altera e coerente, raffinata ed elegante. A un certo punto ho iniziato a scoprire la parte di cantautrice che mi era sfuggita, e poi sono restata folgorata dalla sua maestria nel musicare la poesia. Dentro c’è una cura, un amore, un rispetto delle parole, dei suoni e dei mondi poetici a cui si è approcciata, incredibile. È giusto che chi la ricorda per San Remo la riascolti e ne riscopra questi meravigliosi aspetti quasi inediti, proprio come ho fatto io". In particolare, i brani in scaletta a San Teodoro ruotano attorno all’ultimo lavoro della Sannia, “Rosa de papel” (Rosa di carta), dedicato all’opera giovanile di Garcìa Lorca, i cui versi spagnoli, da “Laberintos y espejos” ad “Aguila de los ninos”, sono stati magnificamente musicati e reinterpretati. Quindi l’immancabile “Casa Bianca” con la quale Marisa arrivò seconda al Festival di Sanremo del 1968 in coppia con Ornella Vanoni. Non mancherà una particolare attenzione alla lingua sarda, nella riproposizione dell’intenso ed emozionante motivo poetico che è “Melagranada” di Ciccittu Masala, e nelle rime trascinanti di “Duas e tres” scritto dalla Sannia per l’album “Nanas e Janas”.

"Mi sono resa conto che la musicalità del sardo mi era entrata dentro perché è una lingua molto melodiosa – ha spiegato ancora la cantautrice, nota anche per la sua partecipazione al programma televisivo Amici nel ruolo di insegnante – i testi li ho memorizzati subito".

Non a caso il suo legame con l’isola è altrettanto profondo e di lunga durata. Un’isola scoperta in principio come luogo d’approdo turistico per le coste meravigliose e quindi riscoperta dopo l’incontro magico a San Sperate con un altro grande artista sardo, il compianto Pinuccio Sciola, che le ha permesso di conoscere l’altro aspetto fatto di magiche sonorità, tradizioni, miti, cultura e storia. C’è anche tutto questo sentimento nel nuovo spettacolo che Grazia Di Michele presenterà giovedì in Piazza Gallura, esibendosi con voce e chitarra accompagnata da Marco Piras al pianoforte, Fabiano Lelli alla chitarra, Fabrizio Fabiano al violoncello e Bruno Piccinnu alle percussioni. Dopo un anno di appassionato lavoro svolto a distanza a causa del Covid, il quintetto si incontrerà per la prima volta in assoluto il 15 settembre a Sassari, per poi inaugurare il giorno seguente il nuovo percorso dedicato a una straordinaria artista che merita di essere ricordata sempre.

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