Si è svolta oggi, presso il THotel, la Conferenza regionale per le politiche del lavoro 2023 dal titolo “Lavoro e sviluppo per la Sardegna”.

L'evento, organizzato annualmente dall’Assessorato del Lavoro, in collaborazione con l’Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro (ASPAL), ha visto partecipare, tra gli altri, il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, il presidente di Anpal Servizi, Massimo Temussi, la direttrice dell’Aspal, Maika Aversano, il professor Alessandro Spano, ordinario di economia dell’Università degli studi di Cagliari, le rappresentanze sindacali e datoriali, le associazioni di categoria, i rappresentanti del mondo dell’istruzione e della formazione professionale.

Prevista dalla L. R. n. 9 del 2016, la conferenza è un’occasione di scambio e confronto tra i rappresentanti istituzionali ed economico-sociali per la formulazione di orientamenti e proposte utili alla definizione della strategia regionale in materia di lavoro. L’obiettivo è quello di fare il punto della situazione attuale e analizzare gli scenari e le prospettive del mercato del lavoro in Sardegna. Focus dell’edizione 2023: le competenze e la formazione professionale nel lavoro che cambia.

In particolare, dagli ultimi dati sull’andamento, in termini assoluti e in termini percentuali rispetto all’anno base fissato nel 2018,  degli occupati, degli inattivi e dei disoccupati in Sardegna nel periodo 2018-2022, emerge una sostanziale stabilità degli occupati, una lieve riduzione degli inattivi (-21 mila, -5%) e un calo piuttosto marcato dei disoccupati (-30 mila, -30%). In Sardegna, nell’anno 2022, il tasso di occupazione presentava valori inferiori a quelli medi italiani, ma superiori a quelli medi del Mezzogiorno. Nel periodo 2018-2022, lo stesso è cresciuto in Sardegna di quasi 2,5 punti percentuali, un valore più elevato di quello medio nazionale e anche leggermente più elevato di quello medio del Mezzogiorno. Da un punto di vista settoriale, per quanto riguarda gli occupati, nel periodo 2019-2022, la crescita più accentuata si è registrata nel settore delle costruzioni (in Sardegna il valore più elevato: +17,6%) e in quello dell’industria (in Sardegna +2,2%). Al contrario, gli altri settori presentano valori di segno negativo, probabilmente frutto degli effetti della pandemia non ancora completamente riassorbiti. I dati sui tassi di disoccupazionegiovanile sono, invece, particolarmente incoraggianti: in Sardegna, dal 2018 al 2022, tale tasso si è ridotto di 8,6 punti percentuali. Con uno sguardo al futuro. Nei prossimi decenni, il fattore decisamente più impattante sul mercato del lavoro è rappresentato dal possibile declino demografico e del conseguente fenomeno dello spopolamento. Secondo le previsioni dell’Istat, entro il 2080 la popolazione calerà del -22% a livello nazionale, -40% nel Mezzogiorno e -46% in Sardegna.

Tra i vari temi trattati durante la conferenza, l’evoluzione dei servizi pubblici per il lavoro, tra cui le  opportunità offerte dal Programma GOL, che mira a migliorare la qualità dei servizi e l’implementazione e rafforzamento della rete dei centri per l’impiego, che dovranno garantire a cittadini e imprese, orientamento, accompagnamento al lavoro, avviamento alla formazione, presa in carico dei soggetti vulnerabili e supporto all’ autoimpiego.

Si è parlato anche di intelligenza artificiale e dei suoi effetti sui cittadini e sul mondo del lavoro, una tendenza inarrestabile che va compresa, governata e soprattutto condivisa. 

Parte integrante dell'evento lo svolgimento di due tavole rotonde: una con i rappresentanti delle agenzie formative e delle istituzioni scolastiche e universitarie, l’altra con quelli del mondo economico, sociale e degli Enti locali. Al centro il tema cruciale del “lavoro formazione” e la necessità di coinvolgere sempre più le imprese nella costruzione di percorsi formativi che garantiscano l’occupabilità, attivando le cosiddette “Accademie per le filiere produttive e istituzionali”.