Ieri c’è stato l’avvio della nuova fase per la gestione delle malattie tumorali in Sardegna. Da adesso il sistema sanitario regionale attraverso i CAS, Centri accoglienza supporti e servizi, prenderanno in carico i pazienti oncologici e i PDTA, Percorsi diagnostici e terapeutici assistenziali, che verrano uniformati per garantire la continuità assistenziale nell’intera fase del processo diagnostico e terapeutico per quanto riguarda le patologie oncologiche.
In particolare, si è tenuta la prima riunione del nuovo Coordinamento della Rete Oncologica, deliberata dalla Regione, durante la quale sono stati definiti obiettivi, priorità e metodo di intervento. È stata inoltre condotta un’analisi approfondita delle criticità dell’assistenza oncologica isolana. Alla seduta hanno partecipato gli specialisti delle diverse discipline mediche, gli psicologi, i rappresentanti delle professioni sanitarie e delle associazioni dei pazienti.
"E' fondamentale che questi organismi operino in modo concreto e coordinato per garantire una piena e uniforme attuazione dei punti di accesso e dei percorsi clinici della rete oncologica in tutto il territorio sardo - ha affermato l'assessore regionalòe della Sanità, Armando Bartolazzi - la nostra priorità è assicurare che ogni paziente, indipendentemente dal luogo in cui vive, possa contare sugli stessi standard di cura e su un’assistenza continua e integrata".
Ci sembra opportuno rilevare, visti gli impegni presi dalla presidente della regione, Alessandra Todde e dal presidente del Consiglio Regionale, Piero Comandini, che in merito al registro dei tumori regionale, per i quali ci si è spesi con grande dinamismo, questo non è ancora operativo e che nel contesto di una rete oncologica è un importante, se non il principale anello mancante, che consentirebbe di comprendere presenza ed evoluzione delle malattie tumorali nell’Isola, soprattutto in relazione alla presenza,nel territorio, del contesto industriale militare.
Maurizio Ciotola