In politica le dimissioni dell’assessore regionale alla Sanità Armando Bartolazzi, costituiscono un terremoto dai danni ancora non calcolabili se la via di ricostruzione sarà quella della nuova nomina in virtù del peso politico in una ricollocazione di attori nella coalizione, che forse non è più tale.

Un anno fa la mozione dell’opposizione con cui venivano richieste le dimissione dell’assessore oggi uscente, non è stata profetica, potrebbe dire qualcuno, ma nei fatti la conclusione cui si è giunti, con un anno di ritardo, è la stessa.

Qualce giorno fa un altro assessore, Gianfranco Satta, dell'Agricoltura, ha dato le dimissioni perché isolato e sfiduciato dal suo partito. I progressisti vorrebbero al suo posto l’On. Francesco Agus, di indubbie competenze economiche, ma probabilmente meno ferrato sulla materia specifica.

Le dimissioni di Bartolazzi, con impegno di un iterim non inferiore ai sei mesi e non superiore agli otto della Presidente della Regione, sembrano giocarsi in modo complanare alle prime, tenendo conto che nel frattempo i progressiti sono in procinto di federarsi con il partito democratico, e così costituendo il peso più rilevante in coalizione, che a quel punto potrebbe pretendere l’assessorato alla sanità, quello di maggior rilevanza.

E del resto tutti sanno, fuori e dentro gli ambienti politici, che l’On. Agus è un grande conoscitore del sistema sanitario regionale, senza dimenticare la sua forte opposizione verso la riforma  sanitaria, all’interno della maggioranza ai tempi della presidenza Pigliaru.

Un’incarico eventuale, quello della sanità all’on. Agus, che nel merito sarebbe auspicabile, ma poco o per nulla comprensibile dalla popolazione che assiste a un carosello di poltrone.

Una pratica non dissimile, sul piano esteriore, a quella attuata dalla giunta Solinas, nei confronti della quale l’attuale maggioranza, con una campagna politica in totale contrapposizione, ieri, ha vinto le elezioni. 

Maurizio Ciotola

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