Dolore intenso al petto, alterazioni dell'elettrocardiogramma, timore di avere un infarto.
Sono i sintomi di una sindrome coronarica acuta accusati da una donna di 67 anni, che qualche settima fa si è recata presso il Pronto Soccorso dell'ospedale di Carbonia.
La donna conviveva da oltre 12 anni con un dolore toracico da sforzo, scambiato per problermi di ansia e reflusso gastrico, che invece erano dovuti alla sindrome coronarica. Una patologia rara e complessa caratterizzata da una fistola coronarica gigante, di origine congenita, che crea una comunicazione anomala tra le arterie coronarie e l'arteria polmonare, alterando il normale afflusso di sangue al cuore e provocando ischemia miocardica.
Considerando la complessità del caso, la paziente è stata trasferita all'Arnas G. Brotzu di Cagliari, dove l'equipe di Cardiologia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite, ha completato gli accertamenti diagnostici, escludendo la presenza di ulteriori malformazioni cardiache congenite, per poi sottoporre la donna a un intervento mini-invasivo ad alta complessità.
In particolare per l'intervento, eseguito il 7 maggio, non si è resa necessaria sia l'apertura del torace, sia l'anestesia generale. Una procedura delicata e altamente specialistica che ha portato alla chiusura della fistola, grazie ad una metodica innovativa: dodici micro-spirali a rilascio elettrolitico inserite all'interno della sacca aneurismatica e rilasciate una alla volta attraverso un sistema di distacco controllato mediante corrente a bassa tensione.
Una tecnologia utilizzata per la prima volta in questo tipo di intervento cardiaco che ha consentito la dimissione della donna dopo appena due giorni, in buone condizioni generali e senza complicanze.