In ogni percorso di fragilità, accanto alla persona anziana, malata, con disabilità o non autosufficiente, c’è spesso una figura fondamentale: il caregiver.

Una presenza quotidiana, discreta, talvolta invisibile, che sostiene, accompagna, organizza, ascolta e protegge, nella maggior parte dei casi, un familiare: un figlio, un coniuge, un genitore, un fratello o una sorella. Una persona che, spesso senza una preparazione specifica e senza averlo scelto davvero, si ritrova a svolgere un ruolo essenziale nella vita di chi ha bisogno di assistenza.

Prendersi cura non significa soltanto aiutare nelle attività pratiche di ogni giorno. Significa ricordare terapie, accompagnare alle visite, gestire documenti, mediare con i servizi, adattare tempi di vita e lavoro, affrontare emergenze, contenere paure e solitudini. Significa, soprattutto, esserci. Ogni giorno. Anche quando la stanchezza si accumula, anche quando il carico emotivo diventa pesante, anche quando la propria vita personale passa in secondo piano.

L’importanza dei caregiver è enorme non solo sul piano affettivo, ma anche sociale. Senza il loro contributo, molti sistemi di cura sarebbero più fragili. La permanenza a domicilio di tante persone non autosufficienti è resa possibile proprio dalla presenza di chi, dentro le mura domestiche, garantisce continuità, attenzione e prossimità. Il caregiver diventa così un ponte tra la persona assistita, la famiglia, i servizi sociali, i servizi sanitari e la comunità.

Eppure, questo ruolo è spesso poco riconosciuto. Il caregiver rischia di essere considerato una risorsa “naturale”, sempre disponibile, quasi scontata. Ma la cura ha un costo: fisico, psicologico, relazionale, economico. Chi assiste può sperimentare isolamento, ansia, senso di colpa, fatica, rinuncia al tempo libero, difficoltà lavorative e impoverimento delle relazioni sociali. Per questo non basta celebrare i caregiver: occorre sostenerli concretamente.

Di tutto questo si parlerà nel corso della 13ª Giornata Regionale del Caregiver Familiare, che si svogerà venerdì 26 giugno, presso la Sala Michelangelo Pira, a partire dalle ore 9,30. 

Una giornata dedicata al caregiver che si articola in due parti: una - la mattina - che prevede una sessione informativa e di analisi sulla figura del caregiver dal punto di vista sociale, clinico e normativo; l'altra - il pomeriggio - dedicata alla presentazione del progetto Human Library Sardegna e alla consegna dei riconoscimenti nell'ambito del contest "Parole e Tratti raccontano l'Oblio".

L'niziativa è promossa dall’Associazione Alzheimer Cagliari, in collaborazione con l’Associazione Due Mani per la Vita Italia, con il patrocinio gratuito del Comune di Quartu Sant’Elena e la collaborazione di Spazio Michelangelo PIRA.

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