In base al diritto riconosciuto sul suicidio medicalmente assistito, di cui alla sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, non ancora normata a livello legislativo nazionale, la nostra Regione, come altre del Paese hanno già fatto, si vuole dotare di una legge che regoli questo diritto ai fini di renderlo fruibile ai cittadini.
La proposta di legge n. 59 che a andrà regolare i tempi e le procedure sul suicidio medicalmente assistito è ora in discussione in commissione Sanità. Ieri a favore della proposta si sono espressi i rappresentanti degli ordini dei medici e degli infermieri, che hanno anche sottolineato la necessità di un intervento legislativo nazionale.
L’ordine dei medici ha ritenuto che i venti giorni stabiliti dalla proposta di legge, come tempo max che dovrebbe intercorrere tra la domanda e l’erogazione del trattamento, è troppo breve, per quanto concerne la convocazione della commissione medica e del comitato etico. Evidentemente positivo il parere in merito alla regolamentazione, che di fatto sollecita un intervento nazionale sul tema specifico.
L’ordine degli infermieri ha espresso apprezzamento per il coinvolgimento, così come ha esposto la necessità di percorsi formativi adeguati sul piano specialistico, per un’adozione corretta del provvedimento legislativo. I consiglieri di opposizione hanno invece contestato la scelta di portare avanti la discussione sulla proposta di legge in Commissione. L’esponente della maggioranza, On. Canu, ha ribadito che: "non si legifera sull’esistenza o meno del diritto, che è già stato sancito dalla Corte Costituzionale, ma per individuare un percorso ai fini di non ostacolare la volontà dei pazienti che decidono di ricorrere al suicidio medicalmente assistito".
Maurizio Ciotola