“La riforma della disabilità: dal D.lgs. 62/2024 alla pratica quotidiana”. E' il titolo dell'evento formativo ECM che si è svolto questa mattina, riservato ai medici.

Promosso in collaborazione da ANMIC – sede Provinciale di Cagliari, Ordine dei Medici della Provincia di Cagliari e IERFOP Onlus, al centro dell'incontro, l'approfondimento sulle importanti novità introdotte dalla riforma della disabilità e le loro ricadute operative per cittadini, professionisti sanitari e sistema dei servizi.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, medici, operatori sanitari, professionisti del settore sociale e associazioni, in una fase particolarmente delicata di transizione verso il nuovo sistema previsto dal Decreto legislativo 62/2024.

In particolare, nel corso della giornata sono stati affrontati i principali aspetti della riforma: dalla nuova definizione della condizione di disabilità all’introduzione della valutazione di base unica affidata all’INPS, fino al ruolo del medico di medicina generale, ai nuovi percorsi di presa in carico e al progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. Ampio spazio è stato dedicato anche agli strumenti di tutela previdenziale e alle criticità applicative che stanno emergendo nella fase di sperimentazione.

Durante il confronto sono state approfondite anche le ricadute pratiche della riforma sul lavoro quotidiano dei professionisti sanitari, dando rilevanza al nuovo certificato medico introduttivo, alle procedure di accertamento affidate all’INPS e alla fase di transizione che accompagnerà l’applicazione progressiva delle nuove norme sui territori.

Particolare attenzione è stata rivolta al territorio sardo e al recente inserimento della provincia di Cagliari tra quelle coinvolte nella sperimentazione delle nuove procedure, avviata dal 1° marzo 2026. Un cambiamento significativo che, nei prossimi mesi, interesserà sempre più da vicino persone con disabilità, famiglie e operatori.

Nel suo intervento introduttivo, il Presidente provinciale e regionale ANMIC, Fabrizio Rodin, ha ribadito la necessità che la riforma venga accompagnata da un forte lavoro di informazione, prossimità e tutela, affinché il cambiamento non si traduca in nuove difficoltà per i cittadini più fragili. Proprio il tema dell’accessibilità dei percorsi e della vicinanza dei servizi ai territori è stato al centro del confronto tra relatori e partecipanti.

Importante anche il contributo portato da ANMIC durante la sessione dedicata al punto di vista delle persone con disabilità, nella quale sono emerse le principali aspettative legate alla riforma: semplificazione delle procedure, riduzione degli adempimenti ripetitivi, maggiore uniformità nelle valutazioni e centralità della persona nei percorsi di presa in carico.

Nel dibattito è emersa con forza la necessità di accompagnare la fase di sperimentazione con strumenti adeguati di informazione e orientamento, soprattutto per evitare che la complessità della transizione possa creare disuguaglianze o difficoltà di accesso ai diritti. Un tema condiviso da più relatori, che hanno sottolineato l’importanza di mantenere centrale il rapporto con il territorio e con le realtà associative che quotidianamente affiancano cittadini e famiglie.

La tavola rotonda conclusiva ha infine consentito un confronto diretto tra istituzioni, professionisti e rappresentanti del mondo associativo sulle criticità operative ancora aperte e sulle prospettive di attuazione concreta della riforma.

 

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