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Iglesias. Perché sono stati tagliati i Pini del giardino della Scuola elementare Via Tenente Cacciarru?

"I pini stavano causando diverse problematiche alle vicine strutture della scuola, sia sul piano fondale che di copertura, così come lamentato più volte, con diverse segnalazioni, dalla stessa scuola, dai genitori degli alunni e dai sopralluoghi effettuati dai competenti uffici tecnici comunali. In particolare si ricorda l’ultima trasmessa per posta elettronica ordinaria da un nonno di due bambini con cui si chiede di intervenire con urgenza” E' quanto comunicava Il Comune di Iglesias – Settore tecnico-manutentivo – Ufficio Ambiente, in risposta all'istanza di accesso civico e informazioni ambientali avanzata dall'associazione ecologista Gruppo di Intervento Giuridico Onlus (GriG), finalizzata a conoscere le motivazioni del taglio dei Pini che dimoravano nel giardino della Scuola Elementare di via Tenente Cacciarru. Una risposta che non soddisfa pienamente l'associazione ecologista che ha dovuto constatare il taglio di tutti i Pini da parte della società in house, "Iglesias Servizi"a seguito della “rottura e conseguente caduta a terra di una branca principale, con trascinamento di parte del tronco, di un pino, probabilmente a causa delle avverse condizioni metereologiche gravanti sul territorio comunale”.

"Dalla risposta del Comune di Iglesias - fa notare infatti l'associazione - non emerge alcun accertamento tecnico-scientifico svolto da personale professionalmente abilitato (es. agronomo, tecnico forestale, ecc.) sulla reale pericolosità e rischio di crollo di tutti gli alberi (solo uno si era spezzato), né l’analisi metodologica Visual Tree Assesment, tantomeno una tomografia ultrasonica tri-dimensionale, metodologia decisamente più puntuale. In parole povere - attacca il GriG - sembra che a decidere la sorte di quei diversi esemplari di Pinus, che inghiottivano anidride carbonica e donavano ossigeno in un luogo sensibile quale una scuola, siano stati le segnalazioni da parte dell’Istituto, di alcuni genitori degli alunni fra cui, “in particolare”, quella di “un nonno di due bambini”, e dei sopralluoghi di non meglio specificati tecnici comunali".

A confortare parzialmente l'associazione, l’assicurazione che sia “in corso di definizione … la messa a dimora di nuove piantumazioni presso il plesso scolastico, sicuramente adatte al contesto”, come precisato dal Comune di Iglesias. Ora l'auspicio del GriG é che "si tratti di alberi ad alto fusto e non di una siepe di Alloro, senza nulla togliere all'Alloro, che può crescere fino a 10 metri in altezza".

"Tanto si parla di cambiamenti climatici, di incendi distruttivi di boschi, di incrementi del verde pubblico cittadino - conclude l'associazione - e poi non emerge dalle politiche comunali sul verde pubblico la necessaria cura e attenzione verso alberi e alberature".

Cagliari. Abbandono di rifiuti: denunciato un imprenditore commerciale

Importante intervento della Sezione Vigilanza Igiene del Suolo del Corpo Polizia Locale che ha portato alla denuncia di un imprenditore commerciale per il reato ambientale di abbandono rifiuti. In particolare, a seguito di ripetute segnalazioni in località S.Elia e zone limitrofe e al termine di mirate indagini, si accertavano alcuni abbandoni di rifiuti di rilevante entità, mediante più depositi su suolo pubblico, su uno e più sterrati della citata località. L'attività investigativa, espletata anche attraverso l'utilizzo di sistemi di videosorveglianza nella dotazione dell'Amministrazione, ha portato alla luce l'esistenza dei citati depositi di rifiuti, costituiti da un ingente numero di sacchi in plastica, color nero, ben chiusi, tra loro ammucchiati, tutti colmi di rifiuti riconducibili ad un attività commerciale di somministrazione alimenti e bevande operante sul territorio comunale. I sacchi contenevano materiale non differenziato per tipologia, consistente, in ciascun sacco ispezionato, di confezioni di caffè linea bar, confezioni di latte, tazzine di carta per cappuccino e latte, bustine monouso di zucchero, bustine con palettine in legno, salviette da bar monouso, buste di panfette per tramezzini e scatolette di tonno, lattine di bibite, bottiglie in vetro di birra, bottiglie varie di liquori, ecc. Al responsabile è stato conseguentemente intimato di procedere alla rimozione, mediante ditta autorizzata, del materiale costituente rifiuto ed al suo successivo conferimento in discarica od altro centro di recupero. Il reato contestato di illecito abbandono di rifiuti prevede l'applicazione, per il contravventore, della pena dell'arresto da tre mesi a un anno o l'ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro a norma del T.U. Ambientale, con comunicazione alla competente Autorità Giudiziaria. L'intervento si inserisce in un quadro di attività messe in campo dall'Amministrazione Comunale, finalizzate alla prevenzione e repressione di comportamenti contrastanti con la disciplina urbana, volti a ripristinare il decoro ambientale delle aree cittadine.

Cagliari. Approvato in Giunta il PUC preliminare per una Cagliari “più verde e meno grigia”

Avviato con l'approvazione in Giunta del PUC preliminare, il percorso che condurrà all'approvazione in Consiglio Comunale del nuovo PUC del Comune di Cagliari che andrà a sostituire il precedente risalente al 2003. "Andiamo a disegnare la città dei prossimi vent'anni” ha spiegato il primo cittadino, Paolo Truzzu, ai giornalisti radunati presso la Sala del Retablo in Municipio. In particolare Truzzu ha delineato le principali novità e gli obiettivi che l'Amministrazione intende perseguire con il documento al quale lavoreranno non solo la Commissione Urbanistica, ma anche tutti gli interessati visto che, dopo una prima fase, saranno chiamati in causa tutti i portatori di interesse che potranno presentare le proprie osservazioni.

“Parlando delle città del futuro in un convegno nei giorni scorsi – ha sottolineato il sindaco – mi è stato chiesto come saranno e come sarà Cagliari. Un docente universitario ha detto che le città saranno a colori e io sono molto d'accordo con questo e ho precisato che la nostra sarà più verde e meno grigia. Uno degli obiettivi ai quali tengo particolarmente è, poi, la valorizzazione delle aree fronte mare perché vogliamo regalare alla città un lungomare attrezzato che vada da Giorgino fino a Sant'Elia e arrivi al Poetto”.

Ma l'attività dell'Amministrazione punterà anche alla riqualificazione delle periferie, alle soluzioni in termini di case per migliorare il patrimonio edilizio e il tessuto urbanistico, alla valorizzazione dei beni storico-culturali per mettere a sistema il patrimonio della città.

“Sarà importante – ha proseguito Truzzu – valorizzare anche le zone umide, con Molentargius e Santa Gilla da una parte e il mare dall'altra. Ci piacerebbe una gestione unitaria di questi due soggetti per un grande parco naturalistico che unisca i due spazi. Ma abbiamo pensato anche alla riqualificazione urbana di Pirri, dove vive un quinto dei cittadini cagliaritani”.

Alla conferenza stampa hanno preso parte anche il vice Sindaco, Giorgio Angius, il Presidente della Commissione della Pianificazione Strategica e Sviluppo Urbanistico, Antonello Angioni e il Dirigente del Servizio Pianificazione Strategica e Territoriale, Salvatore Farci.

“Uno dei concetti fondamentali di questo lavoro – ha precisato Giorgio Angius – è l'avvicinamento della città al mare, con una realtà commerciale che si affaccia sul porto. Ci sono troppe divisioni che impediscono il collegamento con il mare e uno degli obiettivi è proprio quello di colmare questa misura per realizzare tanti ponti tra la città consolidata e il mare. Abbiamo pensato ad un lungomare che vada dal Porto Canale fino a Quartu con una serie di accorgimenti per collegare in maniera sicura i cittadini al mare. Il PUC 200, inoltre, non ha centrato tutti gli obiettivi che si poneva perché, ad esempio, ci sono troppe periferie spesso con edificazioni scadenti. Con il nuovo Piano, ci sono le possibilità perché i proprietari realizzino un qualcosa che sia utile per loro ma anche per la comunità”.

“Voglio solo aggiungere – il pensiero di Antonello Angioni – che verranno sentiti tutti i portatori di interesse e che ci saranno tanti tavoli tematici che rappresenteranno la base di una discussione. E uno dei pregi di questo piano è che viene articolato in progetti guida che sono degli stralci funzionali che hanno autonomia. Un vantaggio che consente di collegare meglio la pianificazione urbanistica alle esigenze ambientali e così via”.

A chiudere il giro di interventi è stato Salvatore Farci. “Questo è un Piano innovativo che introduce i progetti guida come strumento per arrivare, sotto l'aspetto progettuale, a risultati importanti in modo che le scelte di pianificazione non siano limitate a parti circoscritte ma abbiano sempre una visione di insieme”.

Cagliari. L'Assessorato alla Pubblica Istruzione lancia “La scuola per l'ambiente”

Un importante segnale di sensibilizzazione al tema dell'ambiente arriva dall'Assessorato alla Pubblica Istruzione che sta organizzando in questi giorni la consegna di borracce da destinare ai piccoli scolari e scolare che hanno iniziato il primo ciclo di scuola in questo anno scolastico. Infatti il Comune di Cagliari aderisce alla campagna ministeriale #PFC (Plastic Free Challenge) promossa dal Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e grazie alla mozione del Consiglio Comunale del 17 settembre 2019 “Cagliari Plastic Free”, numerose sono le azioni individuate dall'Amministrazione comunale che hanno come obiettivo ridurre il consumo della plastica. In questo senso l'Assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Cagliari, Rita Dedola, grazie alla collaborazione del Servizio Pubblica istruzione, ha voluto farsi portatrice del messaggio “La scuola per l'ambiente” con la fornitura gratuita ai bambini e alle bambine della prima classe della scuola primaria, di colorate borracce contenitore per l'acqua.

“La scuola, quale luogo deputato all'educazione e alla sensibilizzazione ai temi cogenti del nostro tempo, non può prescindere – ha spiegato Rita Dedola - dall'essere protagonista di azioni che vanno nella direzione di proteggere il pianeta dalla plastica, visto che l'Europa è il secondo Paese produttore di plastica al mondo e ne riversa in mare, ogni anno, 500mila tonnellate. Forte di questa grande responsabilità, che tutti noi abbiamo, di liberare il mare dalla plastica – ha proseguito l'Assessora alla Pubblica Istruzione - ho voluto per questo anno scolastico, che i bambini e le bambine che hanno iniziato in questo 2021 il primo ciclo di studi, ricevessero in dono una borraccia contenitore per l'acqua”.

L'uso della borraccia in acciaio ha come finalità sia quella di limitare l'uso delle bottiglie di plastica, con un risparmio evidente per famiglie e ambiente, sia quello di contribuire a tutelare il bene più prezioso che abbiamo: l'acqua, evitando sprechi e cattive abitudini di utilizzo.

“La consegna delle borracce – ha concluso l'Assessora Dedola - è già iniziata e terminerà entro dicembre. Per questo vorrei ringraziare i Dirigenti scolastici per la collaborazione e per aver aderito al messaggio universale che proteggere l'ambiente ora, contribuisce a far crescere i nostri bambini e le nostre bambine in un mondo migliore, domani. Vorrei anche ringraziare la Commissione Pubblica Istruzione e la sua Presidente Roberta Perra, perché in occasione di un sopralluogo alla scuola di Via Schiavazzi consegneranno un quantitativo di borracce per i bambini e le bambine del Plesso Tuveri-Randaccio”.

Gli eventi climatici e la fragilità dei servizi vitali per le comunità. Di Maurizio Ciotola.

Oramai qualsiasi comunità del nostro Occidente sviluppato è costretta a una dipendenza, pressoché totale, verso i servizi elettrici, non più secondari o marginali.

Quando una di esse rimane senza tali servizi, per un tempo relativamente lungo, scandito dai minuti, dalle ore o dai giorni, ma fortemente incidente sulla vita dei suoi abitanti, implode in una sofferenza e riflessione postuma: l’abbandono di una comunità senza garanzie.

Parliamo evidentemente delle piccole comunità montane o ai margini del territorio in cui, quasi sempre, tali servizi unitamente agli altri ancora più vitali, presentano condizioni di instabilità nella consuetudine.

In Sardegna, come altrove, oramai gli eventi climatici eccezionali, che smentiscono quella media statistica, cui tutti tendono riferirsi per ridurre economicamente l’impegno costruttivo e di mantenimento, costituiscono la normalità.

Il passare del tempo, che scorre e avanza, ci proietta verso eventi sempre più catastrofici, non nella loro eccezionalità, ma nell’ordinarietà.

L’Europa ha posto l’attenzione verso ciò che nell’imminente è necessario fare, non solo per intervenire alla sorgente, cioè mutando il paradigma produttivo, ma anche per contenere gli effetti di questo cambiamento climatico, che nell’immediato non si arresterà.

Il nostro Paese ha sviluppato le strategie di intervento sul territorio, ma non ha ancora varato un piano operativo, come invece prescrivono le indicazioni europee.

Solo alcuni comuni, che per non ricadere nell’ovvio non cito, hanno saputo sviluppare strategie e piani per contenere i pericoli e i danni nelle rispettive comunità.

In Sardegna nessun comune ha fatto alcunché, ed è possibile che la stragrande maggioranza non sia neppure al corrente dell’obiettivo.

Non lo hanno fatto i capoluoghi di Provincia, non è stato sviluppato per le aree metropolitane e non lo è per i piccoli centri.

In questo caso la Regione dovrebbe avere un ruolo forte di coordinamento e intervento, perché dotata di risorse attraverso cui sviluppare una precisa strategia, capace di attivare un fattivo piano di intervento.

Allo stato attuale non siamo neppure al “Caro Amico”, con l’effetto per cui le comunità dell’Isola, saranno sempre più soggette a una serie di disservizi e disfunzionalità che le renderanno invivibili.

In perfetta opposizione a quello che potrebbe essere un progetto di “attrazione” delle persone sul territorio, unico e bellissimo, da ogni parte del mondo, in armonia con le nuove, quanto evidenti modalità di lavoro possibile.

Modalità delle quali, tengo a precisare che oltre vent’anni fa alcuni attori intellettuali, scientifici, economici, politici, guidati dall’Editore Nichi Grauso, avevano delineato con precisione nei termini, seppur derisi, oltre che avversati, dalla quasi totale comunità politica e da gran parte di quella economico/scientifica.

Fonni per oltre un giorno è rimasta al buio insieme a altri piccoli centri urbani, devono costituire un punto singolare, non più accettabile, da cui ripartire.

Costituiscono nel loro piccolo l’esempio di come le minute comunità sparse sul territorio, non possono più restare “appese” a linee elettriche, di telecomunicazione, sanitarie, ma sviluppare un progetto di emergenza e continuità, di fronte a tali disservizi generati da una natura, verso cui l’essere umano ha determinato le cause, ma si ostina a non voler trovare le soluzioni.

Forse è necessario pensare che, la produzione di energia elettrica centralizzata e non distribuita, costituisce un fallimento nei termini attuali.

E’ necessario intervenire, nonostante i grossi interessi economici e politici, allo scopo di sostenere piccole e autonome produzioni di energia elettrica locale da mettere in rete, certo, ma capaci di sostenere le esigenze delle piccole comunità, in autonomia da una rete non infallibile e sempre più soggetta agli effetti naturali, catastrofici, che le impediscono di funzionare.

Un progetto in cui la coesistenza e l’integrazione si rendano garanti di quegli effetti principali, nonché essenziali, cui qualsiasi “servizio” verso il cittadino, l’utente o cliente, dovrebbe attenersi per definizione, oltre che per gli oneri imposti senza garanzia.

Maurizio Ciotola

Sinnai. Foresta dei Sette Fratelli discarica abusiva

A denunciarlo è l'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico Onlus (GriG). La situazione di degrado lungo la strada vicinale di Monte Cresia, nel complesso forestale del Massiccio dei Sette Fratelli, é stata documentata dall'associazione ecologista che, in data 30 novembre 2021, ha provveduto all'inoltro di specifica istanza per la bonifica ambientale dell’ampio cumulo di rifiuti di ogni genere. Detriti da edilizia, bottiglie, imballaggi, elettrodomestici campeggiano in mezzo agli alberi. Di fatto l’area - come fa notare l'associazione - è tutelata con vincolo paesaggistico e rientra nel sito di importanza comunitaria/zona speciale di conservazione (SIC/ZSC) “Monte dei Sette Fratelli e Sarrabus”, ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE, e nella zona di protezione speciale (ZPS) “Monte dei Sette Fratelli”, ai sensi della direttiva n. 09/147/CE. Ad essere chiamati in causa dal provvedimento del GriG, il Comune di Sinnai, la Città metropolitana di Cagliari, i Carabinieri del N.O.E., il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Informata anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. Come noto - ricorda l'associazione ecologista - l’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo, nel suolo, nelle acque superficiali e sotterranee sono vietati dall’art. 192 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni. In questo senso il sindaco competente dispone, con ordinanza a carico del trasgressore, in solido con il proprietario e con il titolare di diritti reali o personali sull’area, la rimozione dei rifiuti ed il ripristino ambientale. Trascorso infruttuosamente il termine assegnato, provvede d’ufficio l’amministrazione comunale in danno degli obbligati. Il GrIG auspica una rapida bonifica ambientale che riporti l’area forestale alle condizioni ambientali che merita.

La Sardegna e il Tyrrhenian link, oltre al banale aspetto tecnico. Di Maurizio Ciotola

Troppa confusione e un’eccessiva aleatorietà, non costituiscono buone basi per una corretta programmazione, in qualsiasi ambito.

E’ pur vero che nel nostro Paese, entrambi i punti richiamati, unitamente ad altri, cui omettiamo per non ricadere nell’ovvietà, costituiscono le basi della politica economica e industriale, immutata da circa trent’anni.

L’addio al carbone sembra essere già decaduto quale problema essenziale, come a Glascow è stato dimostrato, e altresì sembra riprender piede la corsa al nucleare, sulla spinta di una nazione europea, in cui costituisce la sorgente energetica primaria.

Anche l’India, ovvero uno dei Paesi che sarà tra i più colpiti dalla mutazione climatica, non intende cambiare il suo sistema produttivo, per rimandare al 2070 un’eventuale sua conversione.

Ma noi, ancora convinti che il problema sia di qualcun’altro, nonostante gli effetti ben evidenti della mutazione in atto anche sulla nostra Isola, nel gioire per aver allontanato la dismissione delle centrali a carbone esistenti, non intravediamo nient’altro che una nuova data di scadenza, cui probabilmente subirà ulteriori slittamenti.

Al 2028 mancano sei anni, ovvero un arco temporale in cui probabilmente il Tyrrhenian Link sarà portato a termine, come puntualizza Terna spa, ma entro il quale è necessario mutare il parco di produzione in Sardegna, in alternativa quello da dismettere, o in sostituzione dello stesso.

Finora nessuno ha preso sul serio le precedenti ipotesi di phase out dal carbone, per cui si temeva la chiusura delle centrali di Fiumesanto e del Sulcis.

Tant’è che a parte le ipotesi di realizzazione del Tyrrhenian Link, solo l’Enel parlava della chiusura delle sue centrali di Portoscuso e la predisposizione di una produzione attraverso degli storage elettrici, le cui potenzialità di sostituzione della capacità esistente, costituiscono solo immaginazione futuristica.

Abbiamo sempre pensato che un’ulteriore “magliatura” con la rete elettrica nazionale, garantita dal Tyrrhenian Link, costituirà un significativo abbattimento strutturale degli oneri di mercato, almeno per quanto riguarda la nostra Isola.

Riduzioni dei costi di mercato generati da un incremento dei transiti energetici, con cui si abbatterebbero i costi del monopolio strutturale esistente.

Costi che, allo stato attuale garantiscono parzialmente la sopravvivenza delle centrali a carbone e il personale che dentro esse e intorno a esse gravita.

Per altro, l’assenza di una fonte energetica alternativa al carbone, impedisce una facile e immediata conversione delle stesse centrali, a garanzia della loro sopravvivenza.

Dalla loro chiusura deriverebbero indubbi danni sociali e economici, per un’area come quella del Sulcis che risulta essere tra le più depresse sul piano europeo, così come più in generale per l’intera Isola.

Ma del resto operazioni distorte e incomprensibili, che hanno generato impoverimento economico e sociale nella nostra Isola, sono avvenute negli anni da diversi soggetti economici, senza alcuna opposizione da parte della politica regionale, impegnata a osservare il “dito”, senza mai vedere la “luna” che esso indicava.

Certo è che altrettanto poco comprensibile, sul piano tecnico, è lo slittamento della data di ultimazione del Tyrrhenian Link ad opera di Terna.

Politicamente accettabile, se esso derivasse da una decisione “parlamentare”, politica in ambito istituzionale, non esattamente lo sarebbe quando esso viene definito da un organo tecnico.

Certo è che se invece del Tyrrhenian Link o oltre a questo, Terna avesse ipotizzato un collegamento Sardegna - Nord Africa, non solo avremmo avuto occasione di contribuire alla crescita del continente africano, attraverso lo sviluppo di fonti di produzione rinnovabili, ma avremo potuto contribuire significativamente alla convergenza verso gli obiettivi Cop 26.

Forse in contemporanea a quel cavo, che sarebbe potuto partire dal continente africano, avremmo avuto l’opportunità di realizzare un gasdotto, per garantire una fonte energetica di sostituzione e aver la possibilità di convertire le centrali di Fiumesanto e del Sulcis.

Certo è che non sempre l’ottimo tecnico coincide con quello economico e sociale, soprattutto quando il suo raggiungimento non è supportato da un adeguato sostegno alla trasformazione da parte dello Stato.

Supporto che non possiamo e non dobbiamo scambiare per un ulteriore spostamento delle date obiettivo, ma in un adeguato coinvolgimento, realmente volto al cambiamento energetico, quanto economico, verso cui più soggetti devono essere portati a convergere sull’obiettivo finale, e non in modo casuale.

Maurizio Ciotola

Cagliari. Raccolti 30 chili di rifiuti grazie a “Le giornate insieme a te per l'ambiente”

Ha riscosso grande successo l'iniziativa “Le giornate insieme a te per l'ambiente” ideata da McDonald's, che ha Cagliari ha portato alla raccolta di trenta chilogrammi di rifiuti. L'iniziativa, nata in collaborazione con Fise Assoambiente ed Utilitalia e supportata dal Comune di Cagliari, aveva come obiettivo quello di riqualificare parchi, strade spiagge e piazza di circa cento comuni italiani, contrastando gli effetti dell'abbandono dei rifiuti. Coinvolti 45 volontari che hanno raccolto quindici sacchi per complessivi trenta chili di rifiuti raccolti nella zona di via Baylle e nel quadrilatero all'interno del perimetro tra via Roma, Viale Regina Margherita, via Manno e Largo Carlo Felice. I dipendenti McDonald’s, insieme alle loro famiglie e i cittadini, hanno dedicato il loro tempo per riqualificare le aree cittadine.

“Ringrazio McDonald's per la sensibilità, sarà bello ripetere l’iniziativa anche in futuro. È importante che un’impresa così affermata dia un segnale nel campo dell’ambiente e della raccolta dei rifiuti. Tenere pulita la città dipende anche da noi”, ha commentato Alessandro Guarracino, Assessore all’Ambiente e all’Igiene Pubblica del Comune di Cagliari.

Il capoluogo sardo è una delle 100 tappe nazionali coinvolte nel progetto, per il quale i ristoranti McDonald’s si fanno promotori del coinvolgimento di associazioni e cittadini, unendo le forze per un unico obiettivo: contribuire alla pulizia di parchi, strade, spiagge e piazze, a seconda delle esigenze specifiche di ogni Comune. “Le giornate insieme a te per l’ambiente” si inseriscono in un percorso virtuoso verso la transizione ecologica che McDonald’s ha intrapreso ormai da diversi anni a partire dai suoi ristoranti in termini di Packaging e Waste & Recycling. Ne sono un esempio l’eliminazione della plastica monouso in favore di materiali più sostenibili, l’installazione di contenitori per la raccolta differenziata nelle sale e nei dehors, la collaborazione con Comieco per lo sviluppo di un nuovo sistema per garantire la riciclabilità del packaging in carta e la campagna di sensibilizzazione sulle corrette modalità di raccolta dei rifiuti rivolta ai consumatori nei ristoranti. Inoltre, attraverso questa iniziativa, McDonald’s rinnova la propria vicinanza ai territori in cui opera con i suoi oltre 610 ristoranti e l’impegno dei 140 licenziatari, imprenditori fortemente radicati nelle comunità locali.

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